2014, a Piazza Affari arriva l’Indice Etico

Volontariato in stazione Indice Etico

L’anno nuovo appena arrivato già riserva una sorpresa a sfondo etico per il mercato azionario italiano.  Dopo anni di speculazioni finanziarie ed ingenti profitti davvero poco socialmente utili ed evidentemente impresentabili in questo momento di fortissima crisi, a Piazza Affari è in arrivo dal 1 gennaio 2014 lo Standard Ethics Italian Index.

L’Indice Etico, novità per la Borsa italiana, monitorerà le performance di sostenibilità delle 40 maggiori società quotate a listino, focalizzando la propria attenzione sulla qualità della “governance” aziendale e valutando quanto le principali aziende italiane siano realmente capaci di rispondere a principi e indicazioni in materia di sostenibilità e di best practice stabilite dall’Ocse, Unione Europea e Nazioni Unite.

Per stabilire i valori nel nuovo indice, ci saranno i criteri di responsabilità sociale, il grado d’indipendenza dei consiglieri d’amministrazione, la presenza di codici etici aziendali, di procedure trasparenti e il rispetto degli standard socio-ambientali riconosciuti in ambito internazionale.

Protagonista dell’iniziativa, insieme a Ftse Group, società britannica specializzata nella creazione e gestione di indici di borsa con sede a Londra, è Ecpi, una delle società che per prime in Italia si è mossa sul terreno della finanza orientata secondo criteri sociali, ambientali e di governabilità (chiamati criteri “Esg”, Ndr). La presenza di questo nuovo indice azionario potrebbe risultare un primo passo per sviluppare anche da noi un più ampio dibattito sulla “finanza etica”, definizione che per certi versi parrebbe un ossimoro, ovvero una contraddizione in termini. Invece, molti economisti sostengono il contrario e questo tipo di indici stabiliti con criteri Esg è in forte ascesa, in particolar modo nelle realtà anglosassoni e nord europee.

Ma come funzionerà lo Standard Ethics Italian Index? L’innovativo indice partirà con un valore di 10.000 punti e premierà maggiormente tutte quelle società che dimostreranno di rispettare i parametri etici stabiliti da criteri internazionali, migliorando il loro rating di sostenibilità su una scala che va da EEE (il valore più elevato) a E- (il più basso). Le aziende che partiranno dal gradino più alto del podio sono l’Eni con un EEE- (rappresentando l’8% dell’intero paniere) e l’Enel con EE+ (6%). A seguire, ci sono alcune tra le maggiori società quotate alla borsa di Milano che partono tutte con rating EE: Unicredit, Prysmian, Assicurazioni Generali, Azimut, Enel Green Power, STMicroelectronics, Ubi Banca, Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banco Popolare e Saipem. In fondo all’indice, sono collocate con rating E- (sotto la media) Gtech, Mediaset e Mediolanum.

La prima revisione dello Standard Ethics Italian Index sarà prevista a luglio 2014 e, successivamente, avverrà il primo gennaio di ogni anno. Non c’è che dire, il capitalismo, con il suo potente braccio finanziario, trova sempre nuovi sistemi per riformarsi e adeguarsi alle dinamiche nelle quali è immerso.

Ma sarà capace il nuovo Indice Etico di modificare le strategie di sviluppo delle 40 più importanti aziende italiane? Sarà in grado di renderle più sensibili alle tematiche sociali, ambientali e al risparmio energetico? Dopo la recente crisi finanziaria, dubitare è francamente lecito.

Renato La Cara 

2014, a Piazza Affari arriva l’Indice Etico ultima modidfica: 2014-01-10T20:31:27+00:00 da Riky