Accessibilità urbana: il premio che l’Italia non ha mai vinto

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Sono 7 le città europee che si contendono il “Premio per l’accessibilità 2015” (“Access city award”) e nessuna tra queste è italiana. Sono stati resi noti i finalisti della quinta edizione del premio, promosso dalla Commissione europea a partire dal 2010, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle disabilità e per promuovere iniziative a favore dell’accessibilità nelle città europee con più di 50.000 abitanti.

Il vincitore di questa edizione sarà reso noto il 3 dicembre, in occasione della giornata Onu sulla disabilità, ma intanto sono state nominate le 7 città finaliste, tra le 33 selezionate tra le 62 candidature ricevute quest’anno: a contendersi il titolo saranno Arona (Spagna), Borås (Svezia), Budapest (Ungheria), Helsinki (Finlandia), Logroño (Spagna), Lubiana (Slovenia) e Città di Lussemburgo (Lussemburgo).

Doppia candidatura per la Spagna, quindi, mentre l’Italia resta fuori dai giochi, come già nelle precedenti edizioni: mai nessuna città italiana è riuscita ad “arrivare in finale”. Il Belpaese deve accontentarsi di avere tre città tra le 33 selezionate: Alessandria, Brescia e Parma. Un risultato che lascia l’amaro in bocca e che stride, tra l’altro, con l’ottima legislazione che il nostro Paese può vantare in materia.

Da segnalare che il riconoscimento viene assegnato alla città che abbia dimostrato di avere migliorato in modo sostenibile l’accessibilità ad aspetti fondamentali della vita urbana e che abbia piani concreti per migliorarla ulteriormente. Un’accessibilità intesa nel suo senso più ampio: quella dell’ambiente costruito e degli spazi pubblici, quella dei trasporti e delle relative infrastrutture, quella dell’informatica e della comunicazione e quella delle strutture e dei servizi pubblici. Scopo del premio è fare in modo che le persone con disabilità abbiano pari opportunità di accesso alla vita cittadina.

Le iscrizioni all’Access city award 2015 si sono chiuse il 10 settembre: 62 le candidature pervenute, da parte di 20 stati dell’Unione europea. La preselezione è affidata a giurie nazionali, composte da rappresentanti di consigli nazionali sulla disabilità ed esperti in materia di accessibilità e invecchiamento, col supporto della piattaforma europea Age e della pubblica amministrazione. Sono state così selezionate, all’interno di ciascun Paese, le tre città da sottoporre in fase finale al vaglio di una giuria europea. Successivamente, sono state selezionate 33 città e poi, tra queste, le 7 finaliste. 

L’Italia dunque è tra i grandi sconfitti: mai una sua città è riuscita ad apparire almeno tra le finaliste del premio. Grande trionfo invece per la Spagna, che oltre ad aver vinto, con la città di Avila, la prima edizione del premio, ha sempre avuto una o addirittura due città tra le finaliste. Le tiene il passo la Germania, che con Berlino ha vinto il premio nel 2012 e ha anch’essa avuto sempre una sua città tra le finaliste.

Lo scorso anno, invece, ha conquistato il titolo la città svedese di Göteborg. (R.R.) 

(Fonte: Redattore Sociale)

Accessibilità urbana: il premio che l’Italia non ha mai vinto ultima modidfica: 2014-11-11T19:14:19+00:00 da Riky