Belgio, eutanasia e bambini disabili: riflessione e commento

eutanasia

Vogliamo oggi parlare dell’approvazione da parte del Belgio della legge che estende l’eutanasia ai minori. La notizia risale allo scorso mese di febbraio, anche se all’epoca abbiamo scelto di non commentarla e questo per due motivi: per parlare di certi argomenti occorre avere a disposizione un minimo di tempo, perché non si può esprimere un parere senza documentarsi; inoltre per prendere posizione, occorre svolgere tutta una serie di riflessioni, cercando di evitare l’emotività del momento.

Bene, a qualche mese di distanza, proviamo a riparlare di questo scottante tema. Occorre dire che di questa legge si è parlato molto e la stessa ha avuto ampio e clamoroso risalto nel mondo della disabilità principalmente per l’impianto e le finalità che prima i promotori e poi i legislatori belgi hanno valuto darle: e cioè quella di strumento per impedire a esseri così giovani le “sofferenze insopportabili” provocate dalle malattie incurabili. E siccome molte delle malattie incurabili sono accompagnate anche da possibili disabilità, ecco che anche i bambini disabili gravi risultano soggetti ad alta probabilità di inclusione nella pratica applicativa di questa norma, che estende la legge già esistente sull’eutanasia.

L’eutanasia in Belgio è legale dal 2002. Un vasto movimento di opinione l’ha sempre sostenuta, così come è avvenuto ora per la sua estensione anche ai minori (non è un caso se questa ha goduto dell’unanime consenso della categoria dei medici del Belgio, ed è stata largamente sostenuta dai pediatri e dalle commissioni per l’infanzia). L’eutanasia nella società belga è ampiamente accettata e praticata (1.432 casi nel 2012, ultima rilevazione disponibile). Certo il concetto stesso di “dolce morte”, richiederebbe di per sé pagine e pagine di dibattito, a livello etico, filosofico e soprattutto umano.   

Little Girl in ClassroomMa quando si parla di bambini, credo che noi tutti abbiamo una responsabilità diversa. La legge belga dice che i medici potranno porre «fine alla vita di un bambino, qualora si trovi in una situazione medica senza uscita, in uno stato di sofferenza fisica o psichica costante e insopportabile, e che presenti una domanda di eutanasia». Ora, il problema si può analizzare da molte angolazioni diverse, ma rimane il fatto che una domanda di eutanasia avanzata da un minore, anche perchè non è fissato un limite di età, non potrà mai essere considerata completamente e assolutamente spontanea.  

Ma lasciamo da parte per un momento questo fondamentale aspetto e vediamone alcuni altri.

Si è parlato molto dello spettro, nella strada intrapresa dal Belgio, della ricomparsa della famigerata Aktion T4 attuata dal Terzo Reich, durante il regime nazista: l’eutanasia dei disabili produsse tra i bambini almeno 10.000 vittime. 10.000 “Ausmerzen”, vite indegne di essere vissute. D’accordo, il parallelo con la legge belga può sembrare eccessivo, ma attenzione. Il Belgio è solo il punto di partenza di questa nuova tendenza teorica e in fondo, le coscienze sopite di larga parte dell’opinione pubblica furano una delle principali cause dell’affermazione dell’ideologia nazista.

Un altro elemento che viene portato a sostegno dell’eutanasia per i minori con mali incurabili è quella di essere  una pietosa e risolutiva alternativa rispetto alle cosiddette cure palliative, ritenute soltanto una pratica che prolunga l’agonia dei malati. Ma esistono prove incontrovertibili che dimostrano che le cure palliative avanzate sono in grado di gestire il dolore provocato dalle malattie più gravi e aumentare la qualità della vita del bambino e della sua famiglia.

E che dire del concetto sostenuto da chi è favore della legge belga, secondo il quale anche per i bambini deve essere garantito il diritto alla morte? Ma in un’età in cui si è per natura così deboli e indifesi, non bisognerebbe invece battersi per il diritto dei bambini alla vita?

Spacciato per gesto “compassionevole”, praticare l’eutanasia a un minore in realtà non lo è affatto. Compassione per un bambino malato è infatti cercare di fare di tutto perché egli viva senza soffrire.

È di questi giorni la richiesta dei pediatri olandesi di estendere anche in quel Paese l’eutanasia, già prevista per legge, ai minori di 12 anni anche senza il loro consenso. Secondo questi specialisti, l’eutanasia non necessita del consenso dei bambini ma solamente di quello dei genitori e del medico curante. Così l’Olanda non solo raggiungerà il Belgio, ma lo sorpasserà addirittura: eutanasia anche senza il presunto consenso dei minori.

Come già fatto notare da molti in occasione del dibattito sull’eutanasia infantile in Belgio, “i bambini non sono idonei a prendere decisioni pienamente responsabili sulla loro vita: sono per questo affidati alle cure dei genitori o dei loro tutori”.

Se così non fosse, allora perché non permettere ai minori di decidere anche su tutti gli altri aspetti che riguardano la loro vita? Andare o meno a scuola, per esempio o sottoscrivere contratti, votare… oppure, sottoporsi o meno alle vaccinazioni, e in seguito alle trasfusioni, ai trapianti… o anche fare uso di alcool o di droga: per tutte queste cose si ritiene (giustamente, vivaddio!) che i minori non siano in grado di decidere in maniera autonoma e sufficientemente equilibrata, matura e cosciente.

Ma allora perché per scegliere di morire sì? Per l’unica scelta definitiva ed irreparabile dobbiamo accettare l’assunto che un bambino di 10, 5 o di soli 3 anni possa capire se vuole vivere o se vuole morire? Permettetemi di dubitarne. E al contempo di dubitare della buona fede di chi sostiene di interpretare la loro decisione.

Riccardo Rutigliano

(Fonte: www.voceditalia.it)

Belgio, eutanasia e bambini disabili: riflessione e commento ultima modidfica: 2014-07-12T10:12:23+00:00 da Riky