Disabili e attività sportiva: la pesca, perchè no?

2014-06-22 10.49.37

Dal Veneto ci arriva notizia di un’interessante iniziativa intrapresa in favore dell’integrazione sociale e del tempo libero delle persone con disabilità.

In particolare, nella provincia di Belluno è nato un progetto che utilizza la passione per la pesca come veicolo di integrazione: si chiama “Pesca e disabilità”, a cura del sodalizio Assi Onlus (Associazione sociale e sportiva invalidi). L'iniziativa è partita un paio di anni fa, coinvolgendo in primis la Provincia e poi i vari bacini di pesca con l'obiettivo di rendere accessibile lo sport ittico tramite l'installazione di varie strutture come delle speciali piazzole: in questi mesi ci sono già degli studi e idee in proposito in alcune zone della provincia.

“Prima di tutto”, afferma il responsabile Loris Paoletti, “voglio sottolineare il valore sociale e il salto di qualità culturale di questo progetto, ovvero abbattere l'idea che le persone con disabilità siano diverse dagli altri e non possano fare sport; c'è poi l'aspetto non indifferente della promozione del turismo accessibile”. La pesca è stata scelta perché presenta molte caratteristiche che favoriscono la condivisione con le persone disabili, in particolare per coloro che sono in carrozzina: “Bastano pochi accorgimenti per creare postazioni adeguatamente attrezzate. La prima cosa da fare è individuare i luoghi idonei in riva a fiumi o laghi, poi costruirci una piazzola con adeguate protezioni, realizzare la corretta segnaletica, pubblicizzare e dare il giusto risalto all'area e provvedere successivamente alla manutenzione ordinaria”.

“Ribadisco”, continua Paoletti, “che questa proposta andrà a vantaggio di tutti, anche di coloro che momentaneamente hanno problemi di deambulazione o per gli anziani, che presentano problemi di stabilità ma hanno ancora voglia di andare a pesca. Per poter realizzare tutto questo abbiamo coinvolto l’amministrazione provinciale e responsabili dei bacini di pesca. Siamo certi che, con l’aiuto di tutti, questo progetto sarà un fiore all’occhiello per tutta la comunità bellunese, anche come richiamo per i territori limitrofi”.

Ci sono già dei progetti con i Comuni di Farra d'Alpago e Cesiomaggiore (e i relativi bacini 7 e 9), ma anche i primi contatti con Longarone e Arsiè. “Da ultimo”, conclude Paoletti, “volevo ringraziare i ragazzi della classe quinta dell'istituto tecnico Forcellini di Feltre e il loro docente Curzio Coden per la stesura dei disegni delle piazzole, oltre a Manrico Maniscalchi che ha sviluppato il logo. La vita riserva sempre sorprese e difficoltà ma se noi tutti creiamo le condizioni mentali, sociali, culturali e ambientali, sicuramente si potrà andare avanti con un nuovo spirito”.

(Fonte: Corriere delle Alpi)

Disabili e attività sportiva: la pesca, perchè no? ultima modidfica: 2015-02-26T19:19:02+00:00 da Riky