Il Cammino di Santiago può essere impresa per tutti?

Cammino di Santiago

L’incredibile viaggio di Pietro Scidurlo: il giorno prima di Ferragosto ha completato per la terza volta il Cammino di Santiago sulla sua handbike. Ha quindi dichiarato: “Ho voluto scrivere una guida perché altri disabili possano cimentarsi in questa impresa meravigliosa”.

Il Cammino di Santiago, che sempre più persone affrontano come esperienza in grado di cambiare la vita, è un’impresa per tutti? Risponde di sì, senza alcuna esitazione, Pietro Scidurlo, di Somma Lombardo (VA), dove è nato il 5 dicembre 1978, che ha perso l’uso delle gambe quando era giovanissimo in seguito ad una storia di sanità sbagliata. Una condizione che non ha mai accettato con serenità. Fino a che, mentre era in un letto d’ospedale, come racconta sul suo sito, ha letto il libro “Il cammino di Santiago” di Paulo Coelho, che qualcuno gli aveva regalato. È stata un’illuminazione: Pietro decise che, dopo aver vinto la sfida di abitare da solo, avrebbe affrontato anche il pellegrinaggio più famoso d’Europa, raggiunto a piedi ogni anno da oltre 200mila camminatori, di cui 15mila solo dall’Italia.

Il giovane lombardo ha tenuto fede alla sua promessa e ha fatto il Cammino nel 2012 e nel 2013, con una handbike, una bici in cui le gambe sono stese e pedalano le braccia. Al suo ritorno ha fondato Freewheels.it, il portale dedicato all’abbattimento delle barriere. E le più grandi, come recita lo slogan del sito, sono le barriere della mente.Il Cammino di Santiago di Compostela è una prova veramente durissima, fatta di strade perlopiù sterrate che si srotolano attraverso massacranti saliscendi, sotto la pioggia o il sole e il vento, per ore e ore (nel caso di Pietro Scidurlo anche 10 ore consecutive), per poi fare tappa in alloggi dalle comodità ridotte all’osso, che definire spartani è dire poco. In simili condizioni è chiaro che per le persone con disabilità può risultare ancora più difficile gestire le eventuali implicazioni sulla salute. Eppure tra i pellegrini, anche quelli un po’ speciali come Scidurlo, prevale il sorriso.

Pietro.ScidurloLa motivazione di Pietro al suo terzo Camino è stata mettere a disposizione la sua testimonianza in modo che tutti, ed in particolare altri disabili, possano affrontare questo percorso, ma anche la vita, in modo diverso: proporrà la sua esperienza in una guida che si intitola “Santiago per tutti”.

Sarà la prima guida europea completa dedicata a tutti: disabili, motori e sensoriali, famiglie con bambini piccoli, dializzati, anziani, celiaci e diabetici. Si chiamerà, come detto, “Santiago per tutti” e sarà pubblicata da Terre di mezzo Editore nella primavera del 2015, in versione cartacea e digitale, anche in altre lingue.

Pietro ha annunciato su Facebook il suo arrivo a Finisterre, dove dopo 900 chilometri di fatica e avventura la terra incontra l’oceano e comincia l’infinito: una testimonianza preziosa, in tempo reale, per gli oltre tremila amici dell’associazione Free Wheels da lui creata.

Ecco alcune sue dichiarazioni: “Per me il cammino era un tentativo. Come ho sempre detto e ammesso non sapevo né cosa fosse il percorso di Santiago né perché la gente lo facesse. Ma capii che non potevo continuare nel mio percorso di autodistruzione. Così provai a fare questa esperienza senza sapere cosa avrebbe significato per me. A un certo punto del Cammino sono scoppiato a piangere, non so perché, lungo la salita, dove mi sono visto da fuori. E da lì la mia vita è cambiata per sempre”, racconta Pietro. Il cui progetto, autofinanziato, si può sostenere acquistando una o più copie della guida sul sito della casa editrice “Percorsi di Terre”.

Dice ancora Scidurlo: “Mi piace quello che sto facendo. Ho capito che il cammino è uno strumento per variare il profilo psicologico di una persona, formare il carattere, superare i problemi personali e di relazione. E adesso sono pronto a metterlo per iscritto. E questo riguarda trasversalmente tutte le persone, non solo quelle con disabilità”, afferma Pietro, che in questo viaggio non è stato solo. Con lui, Luciano Callegari di Pellegrinando.it e altri volontari.

Pietro è certo di una cosa: “Questa guida rappresenta la base del cammino, che è la compartecipazione. Condividere le informazioni con il prossimo fa la differenza, perché domani ci siano altri Pietri Scidurlo che facciano questo o altri cammini”. (R.R.)

Il Cammino di Santiago può essere impresa per tutti? ultima modidfica: 2014-08-21T20:05:29+00:00 da Riky