Il Cip si stacca dal Coni e diventa ente pubblico

Wheelchair hockey distrofia muscolare

Grazie all’approvazione della legge 124/15 del 7 agosto 2015 sul riordino della Pubblica Amministrazione, il CIP, Comitato Italiano Paralimpico, ha ottenuto il riconoscimento formale di Ente Pubblico per lo sport praticato da persone disabili, alla stregua del CONI, mantenendo il ruolo di Confederazione delle Federazioni e Discipline Sportive Paralimpiche, sia a livello centrale che territoriale.

Non più dunque una costola del CONI, ma un Ente Pubblico indipendente, con il compito di riconoscere qualunque organizzazione sportiva per disabili sul territorio nazionale e di garantire la massima diffusione dell’idea paralimpica ed il più proficuo avviamento alla pratica sportiva delle persone disabili, in stretta collaborazione con il CONI stesso.

Alex ZanardiOra che il Cip si è staccato dal Coni, si presenta come individualità con programmi e risorse proprie, compresa una convenzione appena siglata con l’Opera Immacolata Concezione (Oic) di Padova, che della disabilità e dello sport ha fatto una bandiera da diversi anni.

E parte proprio da Padova, dalla struttura di via Toblino, la conta del movimento, attraverso un interessante e strategico convegno.

«Adesso», afferma Luca Pancalli, presidente del Cip nazionale, «rendere pubblico l'ente, significa che è interesse del Paese sostenerne le finalità, e lo sport per la disabilità è un interesse dello Stato». Il convegno che si è svolto il 24 ottobre all’Oic della Mandria ha dato l'occasione anche per elencare i numeri veneti del movimento «Quest'anno» riferisce Ruggero Vilnai, presidente Cip regionale, «abbiamo 1.054 tesserati, rispetto agli 899 di dieci anni fa; in due lustri le società sportive sono passate da 39 a 132 e le discipline praticabili, 36 da 26». Buoni i risultati olimpici. «Dal 1984 a oggi, le paralimpiadi estive che hanno dato maggiori medaglie al Veneto sono state Sydney (14 su 27), Atene (9 su 19), Seoul (19 su 59) e Barcellona (11 su 35)».

Fra gli interventi più applauditi, quelli dei tre testimonial di lusso del convegno: il pluricampione paralimpico di tiro con l'arco Oscar De Pellegrin che ha parlato della forza dello sport come insegnamento per superare i propri limiti; di Nadia Fario, tiro a segno, che ha raccontato del suo percorso di vita e preparazione in vista delle paralimpiadi di Rio 2016; di Alex Zanardi, con la sua metafora dei cinque secondi di resistenza oltre la soglia massima, che sono quelli che poi ti permettono di arrivare al traguardo anche se cinque secondi prima sembravi non averne più.

«Sono d'accordissimo con Bebe Vio quando dice che lo sport paralimpico è figo» afferma Zanardi. «Anzi, mi metto in scia a lei e aggiungo che se fai sport da disabile, significa che lo sport l'hai capito davvero. Molte persone normodotate praticano attività sportiva senza averla capita, ma se tu, da disabile, fai sport agonistico, significa che davvero ci sei dentro; viceversa, quello che ti è accaduto è talmente grave che sei rimasto lì, invischiato nei tuoi guai».

«I valori dello sport nella disabilità sono fondamentali per dare o ridare nuovi obiettivi a queste persone» sottolinea Gianfranco Bardelle, presidente del Coni Veneto, «e lo sport unisce e davvero fa la differenza in termini di salute fisica e psicologica». Non esistono limiti è stata la frase ripetuta più volte durante tutto l'evento. Il prossimo passo del Cip è portare avanti un'altra battaglia di civiltà: «Poter rendere prescrivibile dai medici l'attività sportiva, come accade in Francia. Siamo rompiscatole, ci riusciremo», conclude Pancalli. (R. R.)

(Fonte: Il Mattino di Padova)

Il Cip si stacca dal Coni e diventa ente pubblico ultima modidfica: 2015-10-29T20:52:02+00:00 da Riky