Il Nobel a Malala e Satyarthi, i paladini dei diritti dei minori

Malala Yousafzai

Ci ha fatto enorme piacere l’assegnazione del premio Nobel per la Pace 2014 a Malala Yousafzai e a Kailash Satyarthi, particolarmente per quanto riguarda la giovane pachistana Malala, la cui vicenda seguiamo con ammirazione da quando 2 anni fa balzò all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale per essere stata quasi uccisa, a 14 anni,  dai talebani del suo Paese, a causa del suo impegno a favore del diritto allo studio, in special modo quello delle bambine.

Ma anche il riconoscimento all’indiano Kailash Satyarthi è importante. Dal 1990 questo pacifista indiano lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile. La sua azione ha permesso di liberare almeno 80 mila minori dalla schiavitù, favorendone la reintegrazione sociale. Si legge nella motivazione di Oslo: “Mostrando grande coraggio personale Kailash Satyarthi, continuando la tradizione di Gandhi, ha capeggiato diverse forme di protesta e dimostrazioni, tutte pacifiche, concentrandosi sul grave sfruttamento dei bambini per motivi economici. Ha anche contribuito allo sviluppo di importanti convenzioni per i diritti dei bambini”.

Kailash SatyarthiDunque il comitato di Oslo per l’assegnazione dei Nobel ha scelto i bambini, sottolineando così che la pace per esistere deve passare attraverso i loro diritti. Due attivisti di Paesi acerrimi rivali come India e Pakistan, un Nobel per la Pace per due, con un doppio scopo: riconoscere il loro impegno e avvicinare territori nemici. E come non sostenere su questo sito la battaglia per l’integrazione, la qualità della vita e il diritto allo studio, obiettivi quotidianamente perseguiti anche dalla nostra associazione?

“Sono onorata” ha detto Malala, “sono felice e fiera di essere la prima cittadina pachistana a ricevere questo riconoscimento e di condividerlo con un cittadino indiano”. Malala è anche la persona più giovane ad aver mai ricevuto il premio Nobel. La notizia le è arrivata mentre si trovava a scuola a Birmingham, dove vive da quando è scampata nel 2012 all’attentato dei talebani in Pakistan. Nel 2009 Malala era diventata famosa con un diario in lingua urdu, nel quale denunciava le atrocità commesse dai talebani nella valle di Swat. Parole che andavano punite, secondo i suoi persecutori: “Avevo solo due opzioni: restare in silenzio e farmi ammazzare o alzare la voce contro i tiranni e farmi ammazzare: ho scelto la seconda”.

E forse in futuro i due paladini dell’infanzia potrebbero trovarsi a lavorare fianco a fianco. “Conosco Malala personalmente e la inviterò a lavorare con me”, ha detto Satyarthi, parlando con i giornalisti a New Delhi dove vive con la famiglia. L’attivista ha aggiunto che il riconoscimento “è un momento di gioia per gli indiani e per i bambini”.

Malala ha dichiarato che l’assegnazione del premio “incoraggia ad andare avanti”. Nella conferenza stampa tenuta a Birmingham, ha rivolto un messaggio ai premier di Pakistan e India: “Ho domandato al primo ministro indiano Narendra Modi e a quello pachistano Nawaz Sharif di unirsi a noi” nel corso della cerimonia di premiazione che si terrà a Oslo il 10 dicembre.

Giusto per ribadire che le divisioni politiche e religiose contano zero, quando è in gioco l’avvenire delle generazioni future.

Riccardo Rutigliano

Il Nobel a Malala e Satyarthi, i paladini dei diritti dei minori ultima modidfica: 2014-10-10T13:11:07+00:00 da Riky