Il volontariato ai tempi della crisi

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Senza di loro, associazioni come la UILDM non esisterebbero e, quasi sicuramente, non potrebbero nemmeno ben strutturarsi e svilupparsi. Stiamo parlando dei volontari presenti sull’intero territorio nazionale che a migliaia, quotidianamente, supportano intere organizzazioni non profit, onlus, associazioni. E’ proprio sulla figura del volontario che si concentra la ricerca dal titolo “Crisi economica e vulnerabilità sociale. Il punto di vista del volontariato”, effettuata nel dicembre 2013 dal Cesvot, il CSV della regione Toscana, e coordinata da Simona Carboni della Fondazione Volontariato e Partecipazione di Lucca.

Lo studio è innovativo perché focalizza non solo le dinamiche associative e le caratteristiche del mondo delle piccole e medie organizzazioni non profit, ma evidenzia soprattutto le esigenze dei volontari. Spesso, infatti, sono proprio loro a rappresentare l’ossatura di queste realtà presenti in ambito sociale, socio-assistenziale, sanitario, ludico-ricreativo; moltissime delle quali aderenti a grandi organizzazioni come Caritas, Arci, Misericordie, Anpas, Auser.

Quello che emerge è che il volontariato è chiamato a sostituirsi, sempre di più, agli enti locali che subiscono i limiti di spesa di bilancio imposti dall’amministrazione centrale dello Stato. Ai volontari è richiesto un sostegno maggiore, una più intensa partecipazione alla vita associativa, una più complessa ed efficace capacità di intervento pro-attivo. Sono però soprattutto le grandi realtà non profit che riescono a mettere in campo sistemi efficienti di gestione e organizzazione dei propri volontari, fondamentale risorsa divenuta davvero insostituibile.

E’ mutata la richiesta di aiuto: sono aumentate le persone che chiedono sostegno e la natura dei loro bisogni diffusi. L’intervento dei volontari è soprattutto a sostegno dei nuclei familiari che sono colpiti maggiormente dalla crisi, delle nuove fasce sociali della popolazione che faticano a sostenere spese improvvise, che non sono più in grado di gestire senza un’associazione di volontariato un anziano o un disabile. “L’azione volontaria viene sollecitata – scrive Simona Carboni – sia a fare diversamente che a fare di più”.

La crisi economica ha gettato nella povertà ampi strati di salariati che vedono ridurre il proprio potere di acquisto, che sono costretti a convivere con una forte instabilità lavorativa e subiscono tagli pesanti al sistema del welfare. Denaro, cibo e servizi sono i principali bisogni che vengono richiesti e la congiuntura negativa ha provocato la riduzione delle fonti di finanziamento al volontariato, pubbliche in primis ma anche private.

Sarà pertanto sempre più necessario in futuro fare rete tra associazioni, creare partnership e sviluppare sinergie pubblico-privato. La UILDM si sta impegnando a farlo.

Renato La Cara

Il volontariato ai tempi della crisi ultima modidfica: 2014-01-14T20:24:34+00:00 da Riky