Nemo racconta: intervista a Tania Polidoro

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Introduzione

«Il mio modo di essere diversa può dare qualcosa di diverso agli altri». Per cinque mesi e mezzo Tania è stata ospite al NEMO, una parentesi obbligata nella sua vita normale. Nonostante la distrofia di Emery Dreifuss con cui convive dalla nascita, infatti, Tania studia Scienze della Comunicazione a Siena e vive fuori sede – «condivido un appartamento con una mia amica» – dato che è di Grosseto. Ventidue anni e le idee ben chiare: «Mi piacerebbe lavorare per organizzazioni internazionali come l’Unicef o uffici per l’immigrazione, ma anche fare la giornalista non mi dispiacerebbe». Il talento per la scrittura Tania lo ha dimostrato già a 13 anni con un bellissimo tema in occasione dell’anno della disabilità dove con una maturità superiore all’età e una sensibilità particolare che la accompagna ancora oggi ha scritto: «Il mondo dei diversamente abili è un mondo di risorse che va oltre l’aspetto prettamente consumistico e produttivo, e che certa gente non vede perché non vuole vedere, perché se vedesse si sentirebbe piccola piccola, perché se ci conoscesse davvero si accorgerebbe che in quella persona poco considerata c’è un coraggio da leoni per affrontare un dolore che gli altri nemmeno immaginano, un cuore grande per riuscire a sorridere a chi è più fortunato di noi e non ci accetta, una fede grande che ci dà una continua speranza, una dignità senza pari perché anche se per alzare un bicchiere di carta facciamo più fatica di chi sorregge 100 kg cerchiamo comunque di farlo da soli. La lista delle cose da fare sarebbe troppo lunga ed è troppo scontato che lo dica io, forse se ognuno di noi provasse a sedersi su una sedia a rotelle, se qualcuno chiudesse gli occhi per qualche minuto; qualcun altro si tappasse le orecchie e/o la bocca… penso che tutti saprebbero veramente cosa fare».

Come tu e la tua famiglia vivete la malattia?

Affrontando le necessità che si presentano. È vero che quello che non uccide fortifica. Siamo anche aiutati da una rete di amici fantastici, alcuni dei quali per un periodo sono venuti a casa mia ad aiutarmi nella fisioterapia. Ho però anche avuto delle difficoltà, per esempio alle elementari quando ho avvertito che il modo in cui ero diversa per alcuni era un problema. Per fortuna ho sempre avuto vicina la mia famiglia che mi dà amore totale, mostrandomi, al contrario, che il mio modo di essere diversa può dare qualcosa di diverso agli altri.

La tua più grande passione?

Sono due: scrivere e viaggiare. Sardegna, Barcellona, Euro Disney, Lourdes… e a Monaco da sola con gli amici.

La tua più grande gioia?

Le persone che mi vogliono bene. La mia condizione è la prova reale, vera e autentica che permette di scoprire quanto le persone mi vogliano sinceramente bene. Come la mia compagna di appartamento che mi dice sempre: “L’importante è stare insieme” senza farmi pesare niente, per esempio quando, invece che andare in un locale, sta a casa con me a vedere un film.

Come sei arrivata al NEMO?

Dopo una crisi respiratoria per la quale sono stata tracheotomizzata e ho passato 20 giorni in rianimazione all’ospedale di Grosseto, quindi sono letteralmente atterrata al NEMO (con l’elicottero) da dove sono stata dimessa senza la tracheotomia! L’unico cruccio è che ho dovuto rimandare la laurea. Ma è stata solo posticipata. Di certo non ci rinuncio, ho già la tesi pronta.

Tania è un volto noto a Grosseto, sia sulla stampa che nelle tv locali dove è stata più volte ospite per parlare dell’accessibilità. Ha, infatti, collaborato alla realizzazione di una mappa online di Grosseto, segnalando i locali accessibili.

Nemo racconta: intervista a Tania Polidoro ultima modidfica: 2013-09-17T15:11:40+00:00 da admin