Nuovo Nomenclatore Tariffario in arrivo?

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Già, ma quando? Il Nomenclatore Tariffario delle protesi e degli ausili è infatti fermo dal 1999, anno nel quale venne pubblicato il decreto ministeriale numero 332. Per anni e anni si è annunciato un suo aggiornamento, modifiche che sarebbero addirittura dovute intervenire pochi mesi dopo la sua entrata in vigore. Ora la speranza è rappresentata dall'aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza. La normativa vigente impone infatti di rivedere i criteri del Nomenclatore all'atto dell'approvazione dei nuovi Lea. Su questi ultimi si sono però rincorse promesse e rassicurazioni nel corso degli ultimi due anni. Dopo una fase di vivacità registrata dopo l'approvazione dell'ultima legge di Stabilità si è ripiombati nella stagione dei continui rimpalli istituzionali. Lungaggini che finiscono per danneggiare i malati e le loro famiglie.

“L’ausilio è un investimento, non un tributo che la società paga al cittadino perché non riesce a guarire dalla sua disabilità”, lo sostengono dal GLIC, la Rete Italiana dei Centri di Consulenza sugli Ausili Informatici ed Elettronici per Disabili, che in vista del possibile rinnovo dopo diciassette anni (!) del Nomenclatore degli Ausili, ha elaborato due preziosi documenti-guida; “l’ausilio è un diritto del cittadino, ma anche un’opportunità per la sua vita, ed è un bene prezioso per la società, che in caso di buona prescrizione permette di risparmiare in termini di costi assistenziali”.

Sottolinea ancora il GLIC come le persone che possono aver bisogno di ausili sono purtroppo in costante aumento a causa di incidenti, di malattie e a seguito di diverse forme di invalidità provocate da patologie tipiche dell’età avanzata. Scegliere un ausilio tecnologico, personalizzarlo, addestrare l’utente al suo utilizzo, fare un follow-up di verifica, è un compito interdisciplinare che richiede operatori preparati, valutazioni cliniche e funzionali, psicologiche e sociali. Implica la partecipazione attiva dell’utente e della sua famiglia nel contesto di vita reale.

Infatti, prescrivere bene un ausilio significa non solo dare le risposta migliore ai bisogni di autonomia e di qualità della vita della persona con disabilità, ma anche realizzare risparmi molto significativi in termini di costi assistenziali. Per questo occorre investire sulla competenza e sull’appropriatezza in tutto il processo della fornitura pubblica.

Le persone affette da patologie particolarmente rare sono poi doppiamente sfortunate. Per loro non ci sono automatismi legati alla malattia da cui sono affetti: spesso sono costretti a lunghe battaglie burocratiche per vedersi riconosciuti i diritti di cui godono i disabili affetti da patologie ricomprese nei Lea. I miglioramenti sono spesso accolti nelle iniziative delle singole Regioni. Quando una malattia non è ricompresa nei Lea spetta alla singola Giunta decidere se incrementare i servizi a questa dedicati. Un'azione politica che deve però fare i conti con i continui tagli della spesa sanitaria.

Filomena Gallo, presidente dell'associazione “Luca Coscioni”, ha ingaggiato una vera e propria battaglia con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Una guerra svolta a base di diffide e botta e risposta con l'ufficio legale del Dicastero e comunicazioni formali con la Presidenza del Consiglio.

abusi taxi disabili milano accessibilità della metropolitanaLa Gallo, avvocato da sempre impegnato sul fronte dei diritti civili sa bene che i malati rari vivono sulla propria pelle un doppio problema: “Spesso l'unica strada è rappresentata dai ricorsi. Non si può pretendere che una persona in difficoltà attenda i tempi delle amministrazioni. Le uniche prestazioni integrative sono garantite solo da poche Regioni. Continuare a ritardare l'aggiornamento dei Lea è una decisione gravissima. Il ministro Lorenzin sta negando il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione”.

Anche la nuova disciplina non sembra avere un occhio di particolare riguardo per le persone affette da patologie che non saranno ricomprese nemmeno nei nuovi Lea. I prossimi saranno quindi mesi decisivi per sensibilizzare il governo su questo punto. L'acquisto di sedie a rotelle o protesi non può essere trattato alla stregua delle procedura per garantirsi la fornitura di altri beni. Stiamo parlando di ausili necessari per aumentare la qualità della vita di persone costrette a convincere con decine di difficoltà di non poco conto. L'Italia sarà chiamata inoltre a individuare 50 ausili fondamentali. Così come richiesto da una procedura avviata dall'Organizzazione mondiale della Sanità.

La Gallo spiega che l'Italia sta attuando una politica che va contro gli interessi dei malati: “Non capisco come si possa parlare di miglioramento dei servizi se ogni anno si costringe il comparto sanitario a fare i conti con tagli che finiscono per minarne l'efficienza. Un cambio di passo è sempre più necessario”.

Il “nuovo” Nomenclatore studiato dal governo rischia però di avere benefici solo parziali. Ad essere compromessa potrebbe essere soprattutto la libertà di scelta dei pazienti. L'avvocato campano evidenzia un elemento in grado di ingenerare storture: “Il Ministero vorrebbe acquisire i nuovi prodotti in base alla normativa sugli acquisti nelle pubbliche amministrazioni. Questo però finirebbe per danneggiare i malati che avranno necessità di rivedere alcune caratteristiche di un bene prodotto in serie. Migliorie che potrebbero dover anche pagare di tasca propria. Non solo, si continua a prevedere una procedura burocratica che allunga i tempi di ottenimento dell'ausilio richiesto”.

Recentemente, i dirigenti delle “Luca Coscioni” hanno inviato una nuova comunicazione per evidenziare come il ritardo nell'aggiornamento del Nomenclatore scontenti tutti: malati e medici in primis.

Un altro tema che per Filomena Gallo, Marco Gentili e Maria Teresa Agati suscita sconcerto e preoccupazione riguarda la mancanza di un Repertorio degli ausili di serie per disabilità motoria: uno strumento che serve a catalogare le varie tipologie di dispositivi e, per ciascuna tipologia, l'elenco di tutti i singoli prodotti commerciali presenti sul mercato ed erogabili dal Servizio sanitario nazionale, con i rispettivi prezzi. Le disposizioni studiate dal ministero della Salute rischiano poi di entrare in contrasto con la normativa comunitaria a tutela della libera concorrenza tra gli operatori economici.

Insomma, a dispetto di un timido ottimismo il nuovo Nomenclatore rischia di risolvere solo parzialmente le problematiche patite dai malati rari e dalle loro famiglie. Tutto dipenderà dal contenuto dei nuovi Lea. Un provvedimento la cui emissione sembra poter dipendere anche dalla “manovra alternativa” annunciata dal ministero dell'Economia alcune settimane fa. Si continuerà a far dipendere il diritto alla salute dalla tenuta dei saldi di finanza pubblica? Lo capiremo presto. (R.R.)

(Fonti: Osservatorio Malattie Rare.it – Redattore Sociale)

Nuovo Nomenclatore Tariffario in arrivo? ultima modidfica: 2016-05-09T21:50:05+00:00 da Riky