Politiche per la disabilità del comune di Milano?

abusi taxi disabili milano accessibilità della metropolitana

Al momento   solo tagli orizzontali

Milano 3 giugno 2013

Il Comune di Milano emette in sequenza due delibere che colpiscono le persone con disabilità, con
importanti tagli trasversali alle risorse. La prima delibera (numero 1205/2013) è stata approvata il 24
maggio scorso e prevede un taglio del 30% del contributo economico per l’autogestione delle persone con
disabilità.

La seconda (numero 1204/2013), approvata lo stesso giorno, riguarda i soggiorni di sollievo per le
persone con disabilità e vede un taglio di oltre il 50% delle risorse dedicate. Insieme ad un aumento
consistente della partecipazione al costo da parte delle famiglie delle fasce di reddito medie.

La prima delibera va a colpire l’assistenza domiciliare indiretta, che prevede l’erogazione di un contributo
economico per l’autogestione dell’aiuto personale, mediante l’instaurazione di un rapporto di lavoro con
un operatore di fiducia (come previsto dalla legge 162/98). Una riduzione del 30% del contributo comunale
compromette in maniera importante il diritto all’autonomia e alla vita indipendente delle persone con
disabilità. Inoltre non è previsto alcun possibile correttivo legato al progetto di vita della singola persona
con disabilità.

Si tratta di una lesione del diritto di scelta sancito dalla legge 18/2009 con cui l’Italia ha ratificato la
Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità. Un testo che, all’articolo 19, ribadisce per le
persone con disabilità “la possibilità di scegliere, su base di uguaglianza con gli altri, il proprio luogo di
residenza e dove e con chi vivere e non siano obbligate a vivere in una particolare sistemazione”.
Di fronte a questo taglio, le persone con disabilità che si sono costruite una vita (casa, lavoro ecc.) e le loro
famiglie si vedranno costrette ad affrontare maggiori costi in un momento in cui sono già indebolite dalla
crisi economica.

L’effetto sarà quello di spingere la persone con disabilità a richiedere di fruire dell’assistenza domiciliare
diretta. Un’opzione che, paradossalmente, potrebbe rivelarsi controproducente per il Comune. Numerose
ricerche, compiute dagli anni Sessanta a oggi da parte dei movimenti per la vita indipendente, hanno infatti
dimostrato che l’assistenza domiciliare diretta costa molto di più al Comune che è chiamato a erogare
“direttamente” questi interventi tramite cooperative accreditate. Un servizio che, inoltre, è più rigido
rispetto alla definizione di un contratto di lavoro con un assistente personale che viene invece “tarato” sulle
necessità del singolo. Ancora una volta il Comune ha preso una decisione senza confrontarsi su questi strumenti, nonostante nel documento allegato al Piano di Zona venisse indicata questa come criticità da affrontare in maniera condivisa.

Anche la scelta di ridurre il limite di reddito familiare che esclude dal contributo per i trasporti (da 5 a 2
volte il reddito minimo vitale annuo) seppur parametrato è una chiara indicazione della volontà di
escludere dal contributo quante più persone possibili. Aumentando così la forbice di discriminazione tra
lavoratori normodotati e persone invece che non possono fare a meno di un servizio trasporto ad hoc in
quanto ancora oggi la rete dei servizi pubblici milanesi non può garantire un utilizzo costante e puntuale.

Anche la residenzialità non resta indenne: i contributi per i buoni sociali per progetti residenziali che
consentivano di avviare percorsi in strutture sperimentali vedono una diminuzione del 30%. La vita delle
persone con disabilità ne esce mortificata ancora una volta e le spinge verso l’ingresso in strutture
residenziali, sradicando le persone dal proprio contesto sociale e con un maggior costo per
l’Amministrazione e alimentando una lista di attesa già critica da anni.
Di tenore diverso, ma non meno grave, lo scenario che si delinea a seguito dell’approvazione della seconda
delibera (numero 1204/2013) che riguarda i soggiorni di sollievo per le persone con disabilità e che
prevede un taglio di oltre il 50% delle risorse dedicate. Oltre a un aumento consistente della partecipazione
al costo da parte delle famiglie delle fasce di reddito medie.

Bisogna poi aggiungere il fatto che a oggi (4 giugno 2013) non è ancora stato individuato il soggetto che
dovrà gestire l’organizzazione dei soggiorni: reperire offerte, organizzare sportello per le persone con
disabilità… Una situazione nebulosa che a distanza di meno di un mese dall’inizio dei soggiorni di sollievo
lascia perplessi: siamo di fronte a un ritardo che mette a serio rischio l’organizzazione di queste iniziative.
In ogni caso anche qui la possibilità di scegliere delle persone viene lesa ancora una volta e quindi ci
aspettiamo che molti cittadini milanesi con disabilità si troveranno costretti a rinunciare ad un periodo di
vacanza con un incremento dei costi assistenziali che ricadranno sulle persone e sulle famiglie.
Anche in questo caso Ledha Milano è dispiaciuta di non aver avuto l’occasione di ragionare insieme al
Comune prima della delibera di questi atti. E auspica ancora una volta che in futuro vi possa essere volontà
e spazio di avviare un percorso di confronto.

Per Info

info@ledhamilano.it
www.ledhamilano.it

Politiche per la disabilità del comune di Milano? ultima modidfica: 2013-06-16T15:27:59+00:00 da admin