Stamina: finalmente dai media informazione più documentata e obiettiva

Stamina

Ne abbiamo scritto più volte, mettendo in guardia i nostri Soci disorientati dal sensazionalismo poco informato di certa stampa e televisione. Il presunto metodo Stamina non ha al presente nessun valido riscontro al suo attivo, tale da farlo ritenere un possibile procedimento di cura per patologie gravissime quali, tra le altre, sma o distrofia muscolare.

Nel rimandare i lettori a quanto già pubblicato su questo sito sull’argomento, a partire dal mese di luglio 2013, e cioè:

Un caso italiano: il punto sul metodo Stamina

e, più recentemente, la presa di posizione sull’argomento della CMS UILDM:

Ancora su Stamina: la Commissione Medico-Scientifica UILDM

non possiamo al contempo non sottolineare come finalmente si stia cominciando a squarciare il velo che aveva finora nascosto o distorto la corretta informazione da parte dei mass media sul discusso e discutibile metodo propagandato da Vannoni.

Una certa luce sul “metodo Vannoni” si è cominciata a fare con la pubblicazione delle carte sin qui “top secret” dei verbali dei Nas e degli organismi scientifici istituzionali, oltre che del parere, mai reso pubblico integralmente, con il quale il Comitato di esperti, poi giudicato “non imparziale” dal Tar Lazio, ha bloccato sul nascere la sperimentazione.

Riscontri di questo tipo, per intenderci: “Non ci sono gli estremi per un uso compassionevole, né la produzione cellulare ha utilizzato le regole di buona pratica di laboratorio, la terapia non rispetta affatto la normativa vigente.”

Nuove ombre sul trattamento terapeutico hanno invece prodotto, come ha rilevato il quotidiano La Stampa, le parole scambiate via e-mail il 16 dicembre tra la biologa del pool di Vannoni, Erica Molino, e il professor Camillo Ricordi, esperto ricercatore negli States specializzato in trapianti cellulari. La dottoressa è stata chiara: “Non abbiamo mai valutato l’espressione genica delle nostre cellule e non sappiamo se esprimano quei fattori che sono essenziali per mantenere il loro stato di cellule staminali”. Tradotto: non si sa cosa si inietta ai pazienti.

Secondo gli inquirenti i problemi erano legati anche al fatto che lo staff di Davide Vannoni operava in locali di cui non erano certificate la sterilità e l’adeguatezza. Quanto ai rischi potenziali, l’elenco è particolarmente lungo ed è suddiviso in base agli step del procedimento. La biopsia midollare, la manipolazione delle cellule staminali, le reintroduzioni mediante puntura lombare, i medicinali imperfetti, viste anche le condizioni di lavoro, non erano esenti da controindicazioni anche gravissime: si parte da nausea e cefalea per arrivare alle meningiti batteriche, dagli ematomi ai traumi midollari, fino alle localizzazioni cellulari atipiche e incontrollate e al rischio di insorgenza di tumori dovuti alla possibile selezione/trasformazione di cellule preneoplastiche durante le manipolazioni in vitro.

E non è tutto. I carabinieri del Nas, su mandato del pm Raffaele Guariniello, stanno proseguendo l’acquisizione di documenti e sentendo testimoni. Secondo fonti vicine alla Procura, l’intenzione sarebbe quella di chiudere il fascicolo dopo le feste. Fino a oggi sono oltre settanta le potenziali vittime individuate dagli investigatori o che hanno sporto denuncia. Nell’inchiesta sono indagate 13 persone, tra cui il presidente Davide Vannoni, accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, somministrazione di farmaci imperfetti e somministrazione di farmaci pericolosi per la salute.

Secondo le indagini l’intento della Fondazione era trarre un guadagno da pazienti con malattie senza speranza, con trattamenti che i parenti dei malati arrivavano a pagare anche 30mila euro o più. Accuse gravissime insomma.

Questa “è una vicenda giudiziaria estremamente inquietante. Io sono molto preoccupata”, ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “Sono preoccupata per la salute dei cittadini italiani e per queste famiglie che sono in condizioni di grandissima sofferenza”. “La politica – prosegue Lorenzin – deve fare la politica e deve rispettare la scienza e il metodo scientifico. Come ministro devo vigilare che le cose vengano fatte nel rispetto delle regole e nel rispetto prima di tutto della salute dei cittadini”.

Spesso non siamo stati teneri in passato, verso le politiche e le iniziative intraprese dai vari ministri della Salute di turno nei confronti della nostra realtà, ma questa volta siamo pienamente allineati sull’azione e il senso delle dichiarazioni del ministro Lorenzin.

Riccardo Rutigliano

Stamina: finalmente dai media informazione più documentata e obiettiva ultima modidfica: 2013-12-23T19:15:45+00:00 da Riky