Terremoto e disabili: storie, iniziative, buone prassi

Terremoto.Amatrice

Il terremoto che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto è ancora drammaticamente d’attualità, sia perché tuttora proseguono le scosse di assestamento (alcune anche di intensità molto forte), sia perché sono ancora in pieno svolgimento le operazioni di soccorso e proprio nelle ultime 48 ore si è messa in moto la macchina che dovrà occuparsi della ricostruzione, con la nomina, le prime ricognizioni e i primi passi operativi del neo-Commissario Vasco Errani. Abbiamo voluto raccogliere, in relazione alle persone con disabilità, alcune storie, informazioni e iniziative legate al sisma di agosto, come pure notizie relative alle azioni e procedure da mettere in atto più in generale in caso di calamità naturali, sempre nei confronti delle persone disabili. (R.R.)

Non vedente salva la moglie e poi torna a recuperare il cane-guida

La storia di Luigi ha fatto il giro del mondo: "Sono abituato al buio e sono riuscito ad orientarmi". Ma il lieto fine dopo il terremoto è stato completo quando è comparsa anche la sua labrador miele.

"Quando io e mia moglie eravamo in salvo avevo ancora la preoccupazione per la mia cagnolina, la mia guida di tutti i giorni. Poi l'ho trovata e ho pensato: siamo tutti vivi, grazie". Luigi Leonardi Paris racconta, ancora incredulo, la sua storia. Lui, non vedente, è riuscito a salvare la moglie e poi si è ricongiunto con la sua cagnolina, una bella labrador bionda, solita accompagnarlo fedelmente in ogni suo spostamento. E' tornato verso la casa, distrutta, sperando di poterla recuperare e lei è arrivata da lui, felice.

Luigi abitava in via del Castegneto, ad Amatrice, poco distante dall'hotel Roma dove si sono spezzate molte vite nella notte del terremoto. Quando la terra ha cominciato a tremare violentemente, Luigi stava dormendo. Si è svegliato e ha capito subito che cosa stava accadendo.

Il pensiero è andato a Ernestina, sua moglie. "Lei era terrorizzata e non sapeva muoversi nel buio ma io al buio sono abituato e l'ho aiutata". La moglie era rimasta intrappolata sotto le macerie e chiedeva aiuto: la sua casa sembra sbriciolata, come fosse fatta di sabbia e a vederla appare allucinante che l'uomo, senza il dono della vista, possa esserne uscito vivo insieme con la compagna. "Ernestina vedeva, io no. Per questo avevo meno paura". Così Luigi si è messo al lavoro fino a quando è riuscito a tirarla fuori e, insieme, si sono allontanati dal cumulo di macerie che una volta erano la loro casa.

E' stato lui a raccontare come sono andate le cose in quella notte maledetta. "Mi sono svegliato con la casa dove cadeva di tutto", racconta l'uomo che ha perso la vista a 23 anni. "Ernestina strillava e sono andato da lei che urlava di non poter muovere le gambe. Con grande sforzo l'ho liberata e poi, da lì, ho navigato nel buio. Sono abituato al buio. Sapevo dove erano le cose mentre mia moglie, che vede, non riusciva a fare un passo. Ho fatto l'uomo, ho dovuto fare l'uomo anche se tremavo. Ma dovevo salvarla". La gioia, però, non è stata completa fino a quando, tornando indietro, ha sentito il suo cane e l'ha potuto riabbracciare. Tutta la famiglia era in salvo.

L'Aquila aiuterà un bimbo autistico di Amatrice

Una casa e 15 ore di terapia settimanali: da l'Aquila è arrivata questa offerta per aiutare una famiglia di Amatrice. L'appello era stato lanciato sul web e sui social dal giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti. La madre Roberta aveva raccontato su Facebook che lei e il figlio vivevano in un camper da dopo il terremoto, ma la sua maggiore preoccupazione era per il piccolo Marco, autistico e quindi ancora più colpito dal senso di oppressione del post sisma.

Dalla prossima settimana Roberta, suo marito, suo figlio Marco, bambino autistico di dieci anni, e la figlia maggiore avranno una nuova casa nel capoluogo abruzzese, che ha deciso di accoglierli. Non solo, per il piccolo verranno messe a disposizione anche 15 ore di terapia settimanali.

Nicoletti sottolinea come sulle macerie del terremoto un bambino autistico ha trovato la strada di un corretto trattamento. «La madre Roberta – spiega Nicoletti – ha avuto il coraggio di chiedere un aiuto "particolare" per suo figlio Marco. Dico che ha avuto coraggio perché la sua è stata una scelta difficile, che le è costata la disapprovazione di molte persone a lei vicine, chi ha detto che non era giusto che facesse una richiesta di questo genere, chi addirittura le ha detto che "non aveva rispetto dei morti". Quale è stata la sua colpa? Aver chiesto che qualcuno competente si prendesse cura del figlio autistico. Il nostro appello ha raggiunto il risultato migliore possibile, per sua fortuna Amatrice è praticamente a due ore di strada dall'Aquila, dove esiste una realtà molto attiva per la presa in carico di autistici».

Come soccorrere le persone disabili nei disastri: progetto della regione Toscana

Coinvolge tre comuni e prevede tre giornate di analisi e studio: l'obiettivo è migliorare i Piani comunali di emergenza e renderli sempre più adeguati. Buone pratiche e comportamenti con persone con disabilità fisica, sensoriale e psichica.

“Emergenza! Dialogo tra disabilità e Protezione Civile”. E’ il progetto approvato dalla Regione Toscana e frutto della collaborazione tra la Direzione Diritti di cittadinanza e Coesione Sociale e la Direzione Difesa del suolo e Protezione Civile, insieme ad Anci Toscana e al Cesvot, finalizzato a migliorare i Piani comunali di emergenza, al fine di renderli sempre più adeguati alle esigenze delle persone con disabilità che, in situazioni di calamità, necessitano di particolari attenzioni e procedure.

Il progetto, gestito dal Centro Regionale per l'accessibilità (CRID), si è realizzato in tre comuni toscani (Poggio a Caiano, Castelnuovo Garfagnana e Monte San Savino) nel primo semestre del 2016 e si è articolato in tre giornate per ognuno dei tre comuni. Nella prima giornata sono stati analizzati i casi di sisma e emergenza idrogeologica che hanno interessato i rispettivi territori compiendo una analisi critica dei comportamenti e delle tecniche utilizzate, con particolare riguardo agli interventi su persone con disabilità.

Nella seconda giornata, con il prezioso contributo di Stefano Zanut dei Vigli del Fuoco, è stato discusso il problema del soccorso alle persone con disabilità, fornendo indicazioni su metodi e tecniche di intervento. Nella terza giornata si è provato a sintetizzare le “buone pratiche” e i comportamenti da tenere in occasione di emergenze nei confronti delle persone con disabilità fisica, sensoriale e disabilità psichica. Tali buone pratiche hanno avuto il senso di andare ad integrare poi i Piani Comunali di Protezione Civile.

Questo percorso ha avuto una fortissima adesione da parte delle comunità locali, tanto che nei tre comuni i gruppi proseguiranno il lavoro in forma permanente sia per definire insieme le procedure migliori da inserire nel Piano comunale di emergenza, individuando criticità e proposte operative, ma anche per rendere stabile un ruolo nuovo e più efficace della persona disabile nel sistema della protezione civile. Il primo ottobre, infine, in occasione del convegno dell'Anci Toscana “Dire & Fare” a Siena, una sessione sarà dedicata proprio a questa esperienza.

(Fonti: Quotidiano.net – La Provincia di Como – Redattore Sociale)

Terremoto e disabili: storie, iniziative, buone prassi ultima modidfica: 2016-09-05T17:53:03+00:00 da Riky