Un’altalena che fa discutere

inclusione

A volte non solo l’inclusione negata, ma anche i tentativi di inclusione malriusciti o riusciti a metà, possono far discutere. Come accaduto recentemente a Roma. “L’altalena per bambini in carrozzina inaugurata a Parco Nemorense, con un cartello dietro che la riserva esclusivamente a bambini disabili, è ghettizzante”. Elena Improta, consigliera del Secondo Municipio e madre di un ragazzo disabile aveva protestato così, durante l’inaugurazione del nuovo gioco da parte del sindaco Ignazio Marino, sedendosi nella carrozzina del figlio accanto alla nuova altalena per evidenziare il “carattere ghettizzante” di quel gioco: “Una rondine non fa primavera… e un’altalena accessibile non fa un parco giochi inclusivo!”, recitava uno dei cartelli che esponeva.

Il sindaco, accompagnato da Giuseppe Trieste, presidente di Fiaba Onlus (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche) e delegato del comune alle barriere architettoniche ha ascoltato le istanze affermando che si impegnerà a fare di più. Improta si è fatta portavoce dell’ “Appello per Parchi giochi per bambini inclusivi” siglato dai rappresentanti diverse associazioni di Roma, che è stato lanciato proprio in occasione della presentazione dell’altalena finanziata dall’Ipab (Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficienza).

“Siamo dell’idea che si possano seguire altri esempi” recita l’appello firmato ad oggi da Aipd Roma (Associazione Italiana Persone Down), Ass. Kim, Coop. “Il Tetto”, Perla Onlus, Il Raggio Onlus, Associazione Italiana Sindrome di Williams, Consulta H del Secondo Municipio e Perlha. Vi si legge, tra i modelli positivi, l’esperienza del parco giochi comunale all’interno del Parco Europa di Jesolo (Ve), che “fornisce ai bambini disabili la possibilità di giocare non in aree separate, ma insieme e interagendo con i bambini normodotati, in modo da favorire non solo il movimento ma anche l’abbattimento di differenze fra pari”.

E’ stata prestata attenzione nel corso della progettazione a questo aspetto con l’adozione di pavimentazioni, percorsi, strutture di gioco e di riposo utilizzabili anche da chi è portatore di handicap (giostra, altalena, sabbiera, casetta, panchina, fontanella, ….) e adulti accompagnatori, con maggiori o minori capacità deambulatorie, di tipo provvisorio o permanente”, sottolinea il testo dell’Appello.

“Abbiamo appreso che in Italia sono segnalati circa 60 parchi o aree giochi accessibili, ma molte delle quali offrono in realtà solo qualche altalena accessibile, non progettati per essere ‘inclusivi’ oltre che accessibili”. “Chiediamo agli amministratori pubblici, comunali e municipali, ai responsabili degli istituti di assistenza sociale pubblici, di destinare il loro impegno affinchè si possano progettare, programmare e realizzare iniziative di adeguamento dei parchi giochi esistenti in base alle indicazioni di buon senso introdotte nelle Linee guida del Comune di Jesolo Stessi giochi stessi sorrisi – Come costruire un parco giochi per tutti, anche per bambini con disabilità”, conclude. (R.R.)

(Fonte: Redattore Sociale)

Un’altalena che fa discutere ultima modidfica: 2014-08-29T10:37:00+00:00 da Riky