Le ex stazioni trasformate in centri socialmente utili

volontariato

Ne ha parlato anche il quotidiano Repubblica in un recente reportage. Sono 1900 le stazioni ferroviarie non più utilizzate che possono essere richieste in gestione gratuita. Di queste, 500 sono già state assegnate e hanno trovato nuova vita grazie al lavoro e alla iniziativa di centinaia di anonimi volontari!

Assegnate in comodato gratuito ad enti locali e ad associazioni non profit. Si chiamano “impresenziate”, queste stazioni dove sono scomparsi i ferrovieri, sostituiti da altoparlanti e macchinette che erogano i biglietti.

Le stazioni abbandonate possono quindi essere richieste da chi vuole farle rivivere, come le associazioni di volontariato, con la garanzia dei Comuni. Il comodato è gratuito, le spese di ristrutturazione e manutenzione sono a carico di chi richiede gli spazi.

Con le stazioni abbandonate rivivono inoltre i Dlf, i Dopolavoro ferroviari che tanta parte hanno avuto anche nella storia culturale e sociale del nostro Paese. Come a Cervia, dove proprio il Dlf si è trasformato nella “Mensa Amica”, un ristorante da 70 pasti al giorno, serviti gratuitamente a chi si presenta: una mensa per chi è in difficoltà. Non solo poveri, ma anche anziani soli o persone in cerca di punti di riferimento.

Ma per le stazioni “impresenziate” già assegnate ad associazioni e a enti non profit, è tutto un fiorire di iniziative. Per fare solo alcuni esempi, nella ex sala d’attesa di prima classe della stazione di Mondovì è possibile ballare la break-dance o guardare un film, a Marzabotto è attiva la redazione di “Radio Appennino”, mentre a Orta Masino si può visitare l’ “Orto Segreto” con 45 varietà di ortensie; la serata si può invece trascorrere assistendo a uno spettacolo al “Teatro Binario” di Cotignola (Ra).

Insomma la società italiana riparte dal sociale. E anche i treni. (R.R.)

Le ex stazioni trasformate in centri socialmente utili ultima modidfica: 2014-10-27T12:31:19+00:00 da Riky